Boville, la scuola manifesta per salvare la terra

FridayForFuture - INF - Bovlle Centro

Se è vero che il futuro è nelle mani dei più piccoli, il Fridays for future di Greta Thunberg, celebrato solo qualche giorno fa, è stato l’avvenimento di gran lunga più sentito e partecipato degli ultimi tempi. A muovere i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori hanno contribuito diversi fattori, il primo dei quali sicuramente la forza interiore che abbiamo ammirato nell’azzurro degli occhi di Greta: un colore sicuro e inconfondibile, profondo nella sua limpidezza che dà valore alle parole e ai gesti di questa adolescente entrata in contrasto con il mondo degli adulti fino al punto da lanciare un’accusa radicale, quando ha gridato al mondo il proprio scontento per essere stata lei – e la generazione di cui si fa simbolico portavoce – derubata del futuro che le spettava.

Sarà stata questa la forza che ne ha fatto un personaggio mediatico tra i più influenti di quest’epoca? Probabilmente si. Non a caso gran parte dei suoi coetanei l’hanno assunta a modello e ne imitano la passione. D’altra parte sappiamo bene quanto sia essenziale per una persona in età scolare nutrire sensibilità per i temi dell’ecologia o ricevere un’educazione impostata in difesa dell’ambiente, al rispetto della natura, alla salvaguardia e alla conservazione del territorio, alla prevenzione dei rischi geologici. Fridays for future, il grande movimento studentesco è stato protagonista lo scorso venerdì anche a Boville Ernica.

L’Istituto comprensivo presieduto dal prof. Giacomo La Montagna ha raccolto il grido di allarme di Greta. Il 27 settembre scorso all’interno dell’istituto ernico quasi 750 alunni hanno manifestato realizzando lavori tematici a difesa dell’ambiente, drammatizzazioni, testi sul pericolo del riscaldamento globale. Gli insegnanti, il personale  Ata si sono impegnati a fondo nella giornata ecologica e hanno coinvolto con il loro entusiasmo “green” i  quattro  plessi dell’infanzia di Boville centro, Santa Liberata, San Lucio, Valle Ariana, i tre plessi delle elementari, capoluogo  Alfredo Di Cosimo,  Casavitola, Giovanni Paolo II, Scrima Fabrizio De Andrè e la scuola media Giuseppe Armellini. Nei piazzali di queste scuole sono sfilati splendidi cartelloni, disegni, cori realizzati dagli studenti, coreografie, recite sul risparmio energetico e raccolta differenziata, tutto  a difesa del futuro della nostra Terra. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Preside Giacomo La Montagna, geologo con la passione per l’ambiente.

L’IC di Boville si conferma un polo educativo modello, sensibile all’arte e alla musica, che ogni anno dà vita a numerose manifestazioni, dalla scuola in festa alla settimana della legalità. Ora nel segno di questa tradizione, ma con gli occhi ben fissi al futuro il professor La Montagna ha declinato anche un nuovo aspetto ”eco” e raccolto l’appello del ministro del MIUR Fioramonti per lottare fattivamente su un tema comune e pressante, lo sviluppo sostenibile contro il cambiamento  climatico. Una battaglia raccolta a Boville per l’educazione al rispetto dell’ambiente. “Gli alunni e gli insegnanti hanno fatto squadra  in poco tempo con sessioni di lavoro sui temi dell’ambiente,  del cambiamento climatico e del cambiamento equo e sostenibile – afferma soddisfatto il preside La Montagna – Ho visto tanto entusiasmo. Il mio augurio è che questa a energia positiva continui a sostenere tutti noi in ogni azione quotidiana”,  continua il dirigente che quando era professore di liceo ha avuto tra i suoi alunni membri dell’associazione Fridays for Future.  “Mi ha fatto estremamente piacere vedere il personale ATA dotarsi di cartelli e partecipare attivamente alla manifestazione di venerdì scorso. Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, il riscaldamento globale è il grande nemico, dobbiamo educare i nostri giovani a difendere il nostro pianeta perché è tutto quello che abbiamo”.

Un grido d’allarme raccolto in tutti plessi della scuola con lezioni di arte, musica, ecologia. Una lunga tradizione ci ha preceduti nell’errore di credere che la terra sia nostra e che agli uomini tocchi solo il compito di sfruttarne le risorse, approfittando dei doni di natura. Sarebbe un errore clamoroso perpetuare gli esiti. Meno male, però, che qualcosa sta cambiando ed è sotto gli occhi di tutti, tra i banchi delle scuole e lungo i marciapiedi che da esse si dirigono verso il cuore dei nostri centri abitati. Una nuova visione del rapporto uomo-natura va disegnandosi davanti ai nostri occhi: un futuro pulito, limpido, che somiglia all’azzurro delle pupille di Greta.

 

Paola di Scanno

Sasha Sirolli

 

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